sabato 30 gennaio 2010

non finiremo "mai" di rincorrere il Dio denaro


NUCLEARE: SPAGNA; COMUNI FIUTANO BUSINESS, GARA PER DEPOSITO
(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID - Ormai e' un autentica competizione per vincere la gara, solo che il montepremi in palio e' una discarica nucleare, ufficialmente il Deposito Temporaneo Centralizzato (Atc), che dovra' ospitare 6.700 tonnellate di scorie radioattive provenienti dalle dieci centrali spagnole. 700 milioni di investimenti, 300 posti di lavoro: nei tempi di vacche magre i municipi spagnoli hanno fiutato il business e, in barba ai divieti imposti dai partiti a livello nazionale, dalle Regioni e dalle Province, si sono lanciata in una corsa dall'esito inceto. Otto comuni hanno gia' presentato ufficialmente la candidatura: Yebra (Gadalajara), Asco' (Tarragona), Villar de Caas (Cuenca), Zarra (Valencia), Torrubia de Soria, Santervas de Campos e Melgar de Arriba (Valladolid), Albala' (Caceres); ed altri cinque lo faranno nelle prossime ore. Ed e' probabile che, entro il termine per le candidature posto dal Ministero per l'Industria (scade mezzanotte di oggi), possa giungere un'autentica alluvione di richieste. Sono un centinaio, infatti, i municipi che hanno chiesto informazioni al ministero sul deposito nucleare, secondo quanto ha assicurato il segretario di Stato all'Energia, Pedro Marin. A scatenare gli appetiti, superiori alle paure e agli scenari apocalittici di disastri nucleari agitati dalle organizzazioni ecologiste, non solo i 700 milioni di euro di investimento. Il municipio che ospitera' la discarica ricevera' dall'Impresa Nazionale di Residui Radioattivi (Enresa) circa 12 milioni di euro l'anno, ripartiti per il 40% al Comune interessato e per il restante 60% a quelli inclusi in un raggio di 12 chilometri. Il governo assicura che sara' prescelto il progetto che gode del maggiore consenso politico e sociale. Molti municipi, come Villar de Caas, hanno approvato le candidature all'unanimita', in aperta sfida alla segretaria generale del Partito popolare, Maria Dolores de Cospedal, che aveva minacciato espulsioni di sindaci e consiglieri ribelli. Ma anche il municipio catalano di Asco', governato da una maggioranza socialista e dal partito nazionalista di CiU, ha presentato la candidatura nonostante il diktat delle direzioni nazionali e il parere negativo del presidente della Generalitat, il socialista Jose' Montilla. La lista dei finalisti, secondo fonti ministeriali, sara' pubblicata in un mese e si prevede che l'intero iter per la selezione - dopo l'esame di eventuali ricorsi - sia ultimato prima dell'estate. Sara' poi una commissione interministeriale ad hoc a redigere un rapporto con la proposta dei Comuni da inviare al Consiglio dei ministri per la scelta definitiva. Prima di entrare nella fase operativa, il progetto candidato dovra' essere sottoposto a studi di impatto ambientale e passare l'esame del Consiglio di Sicurezza Nucleare. Il deposito, che sara' realizzato su una superficie di 13 ettari, ricevera' durante 60 anni - rinnovabili per ulteriori 60 - i residui radioattivi provenienti da dieci reattori nucleari spagnoli, incluse le scorie che attualmente la Spagna smista in Francia, merce' un contratto che scade il prossimo 21 dicembre. Accanto al silos, lungo 283 metri, largo 78 ed alto 26, sorgera' un centro tecnologico per la ricerca e, in una seconda fase, sono previsti altri due depositi per lo stoccaggio delle scorie. Secondo gli esperti di Enresa, il deposito e' sicuro al cento per cento. Ad aumentare il rischio sara' piuttosto l'aumento dei viaggi per il trasferimento delle scorie di plutonio e uranio attraverso il Paese. Durante i 20 anni successivi all'inaugurazione dell'impianto (nel 2014), saranno infatti circa 650 le carovane radioattive che circoleranno sulle strade iberiche o su rotaia. Ma gli esperti citano studi internazionali, secondo cui la probabilita' di rischio e' di un incidente grave ogni 4,3 milioni di anni. Da parte sua Geenpeace ricorda precedenti incidenti nei trasporti su strada, anche se in nessun caso con fughe radioattive, e mette in guardia contro possibili attentati dell'Eta ai convogli nucleari. (ANSAmed).

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