giovedì 8 aprile 2010

IL FOTOVOLTAICO SFIDA IL CIELO


Solar Impulse, aereo ad energia solare, ha compiuto oggi il suo primo volo in altitudine. Decollato poco prima delle 10.30 dall'aerodromo militare di Payerne, nel Canton Vaud, in Svizzera, l'aereo è atterrato verso le 12 allo stesso scalo, dopo un volo di circa un'ora e mezzo, 87 minuti per la precisione, e dopo aver raggiunto un'altitudine di 1200 metri.

mercoledì 31 marzo 2010

Una barca a energia solare


Un barca che può ospitare fino a 50 passeggeri è capace di navigare fino a circa 17 miglia all’ora solo mediante energia solare; circa 500 m2 di pannelli con 38.000 celle fotovoltaiche sono in grado di far avvenire un vero e proprio giro del mondo via mare, previsto nel 2011.
Le celle fotovoltaiche hanno un efficienza del 22% e l’intero sistema è in grado di sopperire alle avversità atmosferiche grazie a potenti batterie che immagazzinano l’energia solare e consentono la navigazione per diversi giorni senza luce diretta.

sabato 20 marzo 2010

IL PAPA AL POSTO DEL GOVERNO


Papa: promuovere l'impresa
per garantire lavoro a tutti
Gli imprenditori vanno sostenuti nel servizio che rendono alla società e al "bene comune", ma non devono prescindere "dall'eticità" delle loro azioni: la stessa crisi può essere una "opportunità" per
cambiare il modello di sviluppo, mettendo "la persona" al centro dell'economia e della finanza e fissando come "obiettivo prioritario" l'accesso a "un lavoro dignitoso per tutti".

Parlando ai membri dell'Unione Industriali di Roma, il Papa ha richiamato le imprese alle proprie responsabilità sociali ed "etiche", indicando l'utilità collettiva come fine primario, "anzichè pensare ad accumulare ricchezza solo per sè". Per un giorno il Papa-teologo ha parlato quasi da economista, manifestando ancora una volta - a 48 ore dalla visita del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone alla Confindustria - l'attenzione della Chiesa Cattolica, ai suoi massimi livelli, verso il mondo dell'impresa e del lavoro.

Ratzinger ha invitato a un "profondo ripensamento", sull'onda degli "effetti negativi" generati "dalla cosiddetta 'finanziarizzazionè dell'economia e delle stesse imprese". "La crisi attuale - ha detto - ha sottoposto a dura prova i sistemi economici e produttivi dei vari Paesi. Tuttavia - ha proseguito -, essa va vissuta con fiducia, perchè può essere considerata un'opportunità dal punto di vista della revisione dei modelli di sviluppo e di una nuova organizzazione del mondo della finanza". E ricordando la sua 'Caritas in veritatè ha sollecitato a "porre al centro dell' economia e della finanza la persona" e a perseguire "come obiettivo prioritario l'accesso ad un lavoro dignitoso per tutti".

Gli imprenditori "vanno particolarmente incoraggiati nel loro impegno a servizio della società e del bene comune", è stato l'appello del Papa, che non ha mancato di sottolineare i "sacrifici" necessari per "aprire o tenere nel mercato la propria impresa", il cui essere "comunità di persone", produttrice di beni e servizi, "non ha come unico scopo il profitto, peraltro necessario". Secondo il Pontefice, "in
particolare le piccole e medie imprese risultano sempre più bisognose di finanziamento, mentre il credito appare meno accessibile ed è molto forte la concorrenza nei mercati globalizzati, specie da parte di quei Paesi dove non vi sono - o sono minimi - i sistemi di protezione sociale per i lavoratori". Ne deriva che "l'elevato costo del lavoro rende i propri prodotti e servizi meno competitivi e sono richiesti sacrifici non piccoli per non licenziare i propri lavoratori".

Musica per le orecchie, questa, per la platea in gran parte di piccoli e medi imprenditori dell'Uir, guidati nella Sala Clementina dal loro presidente Aurelio Regina. In ogni caso, per Ratzinger, la vita di un'impresa dipende "dall'eticità del suo progetto e della sua attività". È importante "saper vincere quella mentalità individualistica e materialistica che suggerisce di distogliere gli investimenti dall'economia reale per privilegiare l'impiego dei propri capitali nei mercati finanziari, in vista di rendimenti più facili e più rapidi". Al contrario, per il Papa, "le vie più sicure" per "contrastare il declino" consistono "nel mettersi in rete con altre realtà sociali, investire in ricerca ed innovazione, non praticare un'ingiusta concorrenza tra imprese, non dimenticare i propri doveri sociali ed incentivare una produttività di qualità per rispondere ai reali bisogni della gente".

D'altra parte, chi ha "resistito" di fronte alla crisi, sono stati proprio "quei soggetti economici capaci di attenersi a comportamenti morali e attenti ai bisogni del proprio territorio". "L'impresa può essere vitale e produrre 'ricchezza socialè - ha concluso il Pontefice - se a guidare gli imprenditori e i manager è uno sguardo lungimirante, che preferisce l'investimento a lungo termine al profitto speculativo e che promuove l'innovazione anzichè pensare ad accumulare ricchezza solo per sè".

sabato 30 gennaio 2010

non finiremo "mai" di rincorrere il Dio denaro


NUCLEARE: SPAGNA; COMUNI FIUTANO BUSINESS, GARA PER DEPOSITO
(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID - Ormai e' un autentica competizione per vincere la gara, solo che il montepremi in palio e' una discarica nucleare, ufficialmente il Deposito Temporaneo Centralizzato (Atc), che dovra' ospitare 6.700 tonnellate di scorie radioattive provenienti dalle dieci centrali spagnole. 700 milioni di investimenti, 300 posti di lavoro: nei tempi di vacche magre i municipi spagnoli hanno fiutato il business e, in barba ai divieti imposti dai partiti a livello nazionale, dalle Regioni e dalle Province, si sono lanciata in una corsa dall'esito inceto. Otto comuni hanno gia' presentato ufficialmente la candidatura: Yebra (Gadalajara), Asco' (Tarragona), Villar de Caas (Cuenca), Zarra (Valencia), Torrubia de Soria, Santervas de Campos e Melgar de Arriba (Valladolid), Albala' (Caceres); ed altri cinque lo faranno nelle prossime ore. Ed e' probabile che, entro il termine per le candidature posto dal Ministero per l'Industria (scade mezzanotte di oggi), possa giungere un'autentica alluvione di richieste. Sono un centinaio, infatti, i municipi che hanno chiesto informazioni al ministero sul deposito nucleare, secondo quanto ha assicurato il segretario di Stato all'Energia, Pedro Marin. A scatenare gli appetiti, superiori alle paure e agli scenari apocalittici di disastri nucleari agitati dalle organizzazioni ecologiste, non solo i 700 milioni di euro di investimento. Il municipio che ospitera' la discarica ricevera' dall'Impresa Nazionale di Residui Radioattivi (Enresa) circa 12 milioni di euro l'anno, ripartiti per il 40% al Comune interessato e per il restante 60% a quelli inclusi in un raggio di 12 chilometri. Il governo assicura che sara' prescelto il progetto che gode del maggiore consenso politico e sociale. Molti municipi, come Villar de Caas, hanno approvato le candidature all'unanimita', in aperta sfida alla segretaria generale del Partito popolare, Maria Dolores de Cospedal, che aveva minacciato espulsioni di sindaci e consiglieri ribelli. Ma anche il municipio catalano di Asco', governato da una maggioranza socialista e dal partito nazionalista di CiU, ha presentato la candidatura nonostante il diktat delle direzioni nazionali e il parere negativo del presidente della Generalitat, il socialista Jose' Montilla. La lista dei finalisti, secondo fonti ministeriali, sara' pubblicata in un mese e si prevede che l'intero iter per la selezione - dopo l'esame di eventuali ricorsi - sia ultimato prima dell'estate. Sara' poi una commissione interministeriale ad hoc a redigere un rapporto con la proposta dei Comuni da inviare al Consiglio dei ministri per la scelta definitiva. Prima di entrare nella fase operativa, il progetto candidato dovra' essere sottoposto a studi di impatto ambientale e passare l'esame del Consiglio di Sicurezza Nucleare. Il deposito, che sara' realizzato su una superficie di 13 ettari, ricevera' durante 60 anni - rinnovabili per ulteriori 60 - i residui radioattivi provenienti da dieci reattori nucleari spagnoli, incluse le scorie che attualmente la Spagna smista in Francia, merce' un contratto che scade il prossimo 21 dicembre. Accanto al silos, lungo 283 metri, largo 78 ed alto 26, sorgera' un centro tecnologico per la ricerca e, in una seconda fase, sono previsti altri due depositi per lo stoccaggio delle scorie. Secondo gli esperti di Enresa, il deposito e' sicuro al cento per cento. Ad aumentare il rischio sara' piuttosto l'aumento dei viaggi per il trasferimento delle scorie di plutonio e uranio attraverso il Paese. Durante i 20 anni successivi all'inaugurazione dell'impianto (nel 2014), saranno infatti circa 650 le carovane radioattive che circoleranno sulle strade iberiche o su rotaia. Ma gli esperti citano studi internazionali, secondo cui la probabilita' di rischio e' di un incidente grave ogni 4,3 milioni di anni. Da parte sua Geenpeace ricorda precedenti incidenti nei trasporti su strada, anche se in nessun caso con fughe radioattive, e mette in guardia contro possibili attentati dell'Eta ai convogli nucleari. (ANSAmed).

sabato 23 gennaio 2010

ESPRESSIONE LIBERA

La libertà di espressione passa anche per il topless, almeno così sembra pensarla un settimanale colombiano che ha promosso una campagna pubblicitaria sul tema mandando per le strade della capitale Bogotà una ragazza in topless che ha subito attirato l'attenzione della polizia locale e dei passanti.