giovedì 8 aprile 2010

IL FOTOVOLTAICO SFIDA IL CIELO


Solar Impulse, aereo ad energia solare, ha compiuto oggi il suo primo volo in altitudine. Decollato poco prima delle 10.30 dall'aerodromo militare di Payerne, nel Canton Vaud, in Svizzera, l'aereo è atterrato verso le 12 allo stesso scalo, dopo un volo di circa un'ora e mezzo, 87 minuti per la precisione, e dopo aver raggiunto un'altitudine di 1200 metri.

mercoledì 31 marzo 2010

Una barca a energia solare


Un barca che può ospitare fino a 50 passeggeri è capace di navigare fino a circa 17 miglia all’ora solo mediante energia solare; circa 500 m2 di pannelli con 38.000 celle fotovoltaiche sono in grado di far avvenire un vero e proprio giro del mondo via mare, previsto nel 2011.
Le celle fotovoltaiche hanno un efficienza del 22% e l’intero sistema è in grado di sopperire alle avversità atmosferiche grazie a potenti batterie che immagazzinano l’energia solare e consentono la navigazione per diversi giorni senza luce diretta.

sabato 20 marzo 2010

IL PAPA AL POSTO DEL GOVERNO


Papa: promuovere l'impresa
per garantire lavoro a tutti
Gli imprenditori vanno sostenuti nel servizio che rendono alla società e al "bene comune", ma non devono prescindere "dall'eticità" delle loro azioni: la stessa crisi può essere una "opportunità" per
cambiare il modello di sviluppo, mettendo "la persona" al centro dell'economia e della finanza e fissando come "obiettivo prioritario" l'accesso a "un lavoro dignitoso per tutti".

Parlando ai membri dell'Unione Industriali di Roma, il Papa ha richiamato le imprese alle proprie responsabilità sociali ed "etiche", indicando l'utilità collettiva come fine primario, "anzichè pensare ad accumulare ricchezza solo per sè". Per un giorno il Papa-teologo ha parlato quasi da economista, manifestando ancora una volta - a 48 ore dalla visita del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone alla Confindustria - l'attenzione della Chiesa Cattolica, ai suoi massimi livelli, verso il mondo dell'impresa e del lavoro.

Ratzinger ha invitato a un "profondo ripensamento", sull'onda degli "effetti negativi" generati "dalla cosiddetta 'finanziarizzazionè dell'economia e delle stesse imprese". "La crisi attuale - ha detto - ha sottoposto a dura prova i sistemi economici e produttivi dei vari Paesi. Tuttavia - ha proseguito -, essa va vissuta con fiducia, perchè può essere considerata un'opportunità dal punto di vista della revisione dei modelli di sviluppo e di una nuova organizzazione del mondo della finanza". E ricordando la sua 'Caritas in veritatè ha sollecitato a "porre al centro dell' economia e della finanza la persona" e a perseguire "come obiettivo prioritario l'accesso ad un lavoro dignitoso per tutti".

Gli imprenditori "vanno particolarmente incoraggiati nel loro impegno a servizio della società e del bene comune", è stato l'appello del Papa, che non ha mancato di sottolineare i "sacrifici" necessari per "aprire o tenere nel mercato la propria impresa", il cui essere "comunità di persone", produttrice di beni e servizi, "non ha come unico scopo il profitto, peraltro necessario". Secondo il Pontefice, "in
particolare le piccole e medie imprese risultano sempre più bisognose di finanziamento, mentre il credito appare meno accessibile ed è molto forte la concorrenza nei mercati globalizzati, specie da parte di quei Paesi dove non vi sono - o sono minimi - i sistemi di protezione sociale per i lavoratori". Ne deriva che "l'elevato costo del lavoro rende i propri prodotti e servizi meno competitivi e sono richiesti sacrifici non piccoli per non licenziare i propri lavoratori".

Musica per le orecchie, questa, per la platea in gran parte di piccoli e medi imprenditori dell'Uir, guidati nella Sala Clementina dal loro presidente Aurelio Regina. In ogni caso, per Ratzinger, la vita di un'impresa dipende "dall'eticità del suo progetto e della sua attività". È importante "saper vincere quella mentalità individualistica e materialistica che suggerisce di distogliere gli investimenti dall'economia reale per privilegiare l'impiego dei propri capitali nei mercati finanziari, in vista di rendimenti più facili e più rapidi". Al contrario, per il Papa, "le vie più sicure" per "contrastare il declino" consistono "nel mettersi in rete con altre realtà sociali, investire in ricerca ed innovazione, non praticare un'ingiusta concorrenza tra imprese, non dimenticare i propri doveri sociali ed incentivare una produttività di qualità per rispondere ai reali bisogni della gente".

D'altra parte, chi ha "resistito" di fronte alla crisi, sono stati proprio "quei soggetti economici capaci di attenersi a comportamenti morali e attenti ai bisogni del proprio territorio". "L'impresa può essere vitale e produrre 'ricchezza socialè - ha concluso il Pontefice - se a guidare gli imprenditori e i manager è uno sguardo lungimirante, che preferisce l'investimento a lungo termine al profitto speculativo e che promuove l'innovazione anzichè pensare ad accumulare ricchezza solo per sè".

sabato 30 gennaio 2010

non finiremo "mai" di rincorrere il Dio denaro


NUCLEARE: SPAGNA; COMUNI FIUTANO BUSINESS, GARA PER DEPOSITO
(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID - Ormai e' un autentica competizione per vincere la gara, solo che il montepremi in palio e' una discarica nucleare, ufficialmente il Deposito Temporaneo Centralizzato (Atc), che dovra' ospitare 6.700 tonnellate di scorie radioattive provenienti dalle dieci centrali spagnole. 700 milioni di investimenti, 300 posti di lavoro: nei tempi di vacche magre i municipi spagnoli hanno fiutato il business e, in barba ai divieti imposti dai partiti a livello nazionale, dalle Regioni e dalle Province, si sono lanciata in una corsa dall'esito inceto. Otto comuni hanno gia' presentato ufficialmente la candidatura: Yebra (Gadalajara), Asco' (Tarragona), Villar de Caas (Cuenca), Zarra (Valencia), Torrubia de Soria, Santervas de Campos e Melgar de Arriba (Valladolid), Albala' (Caceres); ed altri cinque lo faranno nelle prossime ore. Ed e' probabile che, entro il termine per le candidature posto dal Ministero per l'Industria (scade mezzanotte di oggi), possa giungere un'autentica alluvione di richieste. Sono un centinaio, infatti, i municipi che hanno chiesto informazioni al ministero sul deposito nucleare, secondo quanto ha assicurato il segretario di Stato all'Energia, Pedro Marin. A scatenare gli appetiti, superiori alle paure e agli scenari apocalittici di disastri nucleari agitati dalle organizzazioni ecologiste, non solo i 700 milioni di euro di investimento. Il municipio che ospitera' la discarica ricevera' dall'Impresa Nazionale di Residui Radioattivi (Enresa) circa 12 milioni di euro l'anno, ripartiti per il 40% al Comune interessato e per il restante 60% a quelli inclusi in un raggio di 12 chilometri. Il governo assicura che sara' prescelto il progetto che gode del maggiore consenso politico e sociale. Molti municipi, come Villar de Caas, hanno approvato le candidature all'unanimita', in aperta sfida alla segretaria generale del Partito popolare, Maria Dolores de Cospedal, che aveva minacciato espulsioni di sindaci e consiglieri ribelli. Ma anche il municipio catalano di Asco', governato da una maggioranza socialista e dal partito nazionalista di CiU, ha presentato la candidatura nonostante il diktat delle direzioni nazionali e il parere negativo del presidente della Generalitat, il socialista Jose' Montilla. La lista dei finalisti, secondo fonti ministeriali, sara' pubblicata in un mese e si prevede che l'intero iter per la selezione - dopo l'esame di eventuali ricorsi - sia ultimato prima dell'estate. Sara' poi una commissione interministeriale ad hoc a redigere un rapporto con la proposta dei Comuni da inviare al Consiglio dei ministri per la scelta definitiva. Prima di entrare nella fase operativa, il progetto candidato dovra' essere sottoposto a studi di impatto ambientale e passare l'esame del Consiglio di Sicurezza Nucleare. Il deposito, che sara' realizzato su una superficie di 13 ettari, ricevera' durante 60 anni - rinnovabili per ulteriori 60 - i residui radioattivi provenienti da dieci reattori nucleari spagnoli, incluse le scorie che attualmente la Spagna smista in Francia, merce' un contratto che scade il prossimo 21 dicembre. Accanto al silos, lungo 283 metri, largo 78 ed alto 26, sorgera' un centro tecnologico per la ricerca e, in una seconda fase, sono previsti altri due depositi per lo stoccaggio delle scorie. Secondo gli esperti di Enresa, il deposito e' sicuro al cento per cento. Ad aumentare il rischio sara' piuttosto l'aumento dei viaggi per il trasferimento delle scorie di plutonio e uranio attraverso il Paese. Durante i 20 anni successivi all'inaugurazione dell'impianto (nel 2014), saranno infatti circa 650 le carovane radioattive che circoleranno sulle strade iberiche o su rotaia. Ma gli esperti citano studi internazionali, secondo cui la probabilita' di rischio e' di un incidente grave ogni 4,3 milioni di anni. Da parte sua Geenpeace ricorda precedenti incidenti nei trasporti su strada, anche se in nessun caso con fughe radioattive, e mette in guardia contro possibili attentati dell'Eta ai convogli nucleari. (ANSAmed).

sabato 23 gennaio 2010

ESPRESSIONE LIBERA

La libertà di espressione passa anche per il topless, almeno così sembra pensarla un settimanale colombiano che ha promosso una campagna pubblicitaria sul tema mandando per le strade della capitale Bogotà una ragazza in topless che ha subito attirato l'attenzione della polizia locale e dei passanti.

SCORIE?---NESSUNO LE VUOLE

SPAGNA: PROVINCIA GUADALAJARA CONTRO DEPOSITO NUCLEARE YEBRA
(ANSAmed) - Madrid - La Provincia di Guadalajara ha approvato oggi una mozione in cui respinge all'unanimita' la candidatura del Comune di Yebra (Guadalajara) a sede per ospitare il deposito temporaneo centralizzato, dove saranno stoccate le scorie di tutte le centrali nucleari spagnole. La mozione impegna tutti i municipi della Provincia a non presentare la propria candidatura per ospitare l'impianto e il governo centrale a non prendere in considerazione eventuali richieste in questo senso che provengano dai municipi della provincia, ''tenuto conto del rifiuto sociale e politico che esiste al riguardo''. La decisione del piccolo municipio, adottata col voto favorevole di cinque consiglieri del Partito Popolare, ha suscitato una rovente polemica politica, perche' ad essa si oppongono il PP provinciale di Guadalajara e quello regionale di Castilla-La Mancha e la segretaria generale del partito, nonche' la responsabile regionale, Maria Dolores De Cospedal, che ha annunciato azioni disciplinari contro il gruppo consiliare di Yebra. Sulla linea completamente opposta il responsabile delle politiche locali del PP, Javer Arenas, che in dichiarazioni oggi ai media si e' detto a favore della scelta di Yebra, cosi' come la presidentessa della Comunita' di Madrid, Esperanza Aguirre.

sabato 16 gennaio 2010

nucleare? no grazie.


NUCLEARE: DA 15 REGIONI DOCUMENTO ANTI-CENTRALE, NO ATOMO (ANSA) - ROMA, 15 GEN -
In un documento anti-centrale nucleare, quindici regioni italiane lamentano, rispetto alla delega del governo per la localizzazione dei siti ''l'ennesimo vulnus al principio di leale collaborazione'' e chiedono ''intese piu' forti''. Questo il risultato raggiunto da una riunione degli assessori regionali all'ambiente, oggi a Roma. Subito in evidenza, raccontano quattro di loro - Filiberto Zaratti per il Lazio, Onofrio Introna per la Puglia, Nicola de Ruggiero per il Piemonte, e Greco per la Calabria - che la legge (approvata a fine luglio, la 99/2009) sul ritorno al nucleare e' stata impugnata da 11 regioni per ''incostituzionalita'''. E che - riferiscono gli assessori - ''da una lettera che il ministro Fitto ha inviato alla presidenza del Senato il 28/12/2009'' per accompagnare lo schema di decreto attuativo del provvedimento in materia di ritorno al nucleare si evince come ''non venga preso in considerazione'' il parere degli enti locali: ''Le segnalo - riferisce Greco, citando le parole usate nella lettera dal ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto - a nome del governo l'urgenza del parere delle commissioni pur in assenza del parere della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato''. Il documento anti-centrale e' stato formulato dalle stesse 11 Regioni (Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise e Toscana) che hanno impugnato la legge sul ritorno al nucleare e, come riferisce l'assessore calabrese Silvio Greco, che delega al governo la localizzazione dei siti. Successivamente, spiegano i quattro assessori dopo la riunione - il documento ha ricevuto il sostegno anche da parte del Veneto, della Campania, della Sardegna e della Sicilia, arrivando cosi' a un totale 15 regioni. Nello specifico, tra i temi piu' importanti affrontanti dal documento secondo cui ''il decreto non e' assolutamente coordinato con la normativa vigente'', la mancanza di un Piano energetico nazionale, di un deposito di scorie e sulla procedura Vas (Valutazione ambientale strategica), il ruolo dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e le misure compensative per le regioni. ECCESSO DI DELEGA: Le regioni lamentano che per l'autorizzazione, la localizzazione e la realizzazione degli impianti nucleari si ricorra a ''una mera intesa di Conferenza unificata invece di intese piu' forti con le regioni interessate territorialmente''. Nel documento si parla di ''un eccesso di delega'' relativamente ''alle procedure autorizzative oltre che al quadro pianificatorio strategico nazionale che esclude le regioni e il loro piani energetici''. Un ''eccesso'' di delega viene ravvisato anche dalla previsione di attivita' per ''il riprocessamento del combustibile irraggiato'' e anche sul versante autorizzativo c'e' ''un'altra forzatura con l'autorizzazione unica''. Inoltre, il Consiglio dei ministri potrebbe superare ''il diniego regionale all'intesa mediante una deliberazione motivata''. E, poi, in un articolo si stabilisce che ''sono abrogate le disposizioni vigenti in materia incompatibili con il presente decreto''. PIANO ENERGETICO: Il Piano energetico serve, riferiscono gli assessori, ''a capire dove si vuole andare e in che modo''. Secondo l'assessore del Lazio, Filiberto Baratti, e' ''folle procedere verso il nucleare senza un Piano''. DEPOSITO SCORIE: Si parla delle ''scorie che ci saranno senza pensare a quelle pregresse presenti sul territorio dall'86'' che avrebbero bisogno dell'individuazione di un deposito nazionale. VAS: In quanto alle procedure di impatto ambientale e strategico, ''si nota che la procedura Vas prevista dal decreto, non tiene conto della localizzazione degli impianti, limitandosi a essere una procedura autorizzativa solo su parametri''. AGENZIA NUCLEARE: Il ruolo dell'Agenzia risulta ''ambiguo, essendo di fatto l'unico ente cui tutti i diversi enti competenti rilasciano le singole autorizzazioni. MISURE COMPENSATIVE: Lo schema, si legge nel documento, ''non individua le regioni tra i destinatari delle misure compensative ne' prevede che le regioni abbiano la competenza a effettuare l'attivita' programmatoria, di indirizzo e di verifica. Questo, rivelano gli assessori, crea ''un corto circuito istituzionale'' in cui non solo ''non si rispettano piu' le regole ma il governo non rispetta nemmeno le sue stesse leggi''. (ANSA). Y99

ACQUA: ISTAT, IN ITALIA RETE COLABRODO,DISPERSIONE MEDIA 65% (ANSA) - ROMA, 10 DIC -
''In Italia per ogni 100 litri di acqua erogata si preleva una quantita' di 165 litri, cioe' il 65% in piu'''. Una rete colabrodo che evidenzia le maggiori dispersioni nelle regioni del sud, dove per erogare 100 litri di acqua ne servono quasi altri 100. Per quanto riguarda l'acqua potabile, ''nel 2008 si registra una perdita pari al 47%''. Questa la fotografia scattata dall'Istat e contenuta nel 'Censimento delle risorse idriche a uso civile' per l'anno 2008, presentato oggi a Roma. Rispetto alla dispersione anche in Valle d'Aosta si devono prelevare 158 litri per averne erogati 100, nella provincia di Trento 109, in Sardegna 104. Le maggiori dispersioni di rete si osservano in Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo dove, per ogni 100 litri di acqua erogata, se ne immettono in rete circa 80 litri in piu'. Mentre le dispersioni minori si registrano in Lombardia e nelle province autonome di Trento e Bolzano, con un eccesso di immissione in rete inferiore ai 30 litri per ogni 100 erogati. Tra i comuni con piu' di 200.000 abitanti, Bari ha la maggiore dispersione di acqua, pari a 106 litri in piu' immessi per 100 litri erogati, seguono Palermo con 88 litri, Trieste con 76. Dispersioni superiori al 50% per Catania, Roma, Napoli, Torino e Padova. Mentre al di sotto del 35% sono quelle a Venezia, Milano, Firenze e Bologna. Una situazione che nel 2005 necessitava del 67% di prelievo in piu' e del 68% nel 1999, e che secondo il presidente dell'Istituto di statistica, Enrico Giovannini, ''preoccupa'' anche se ''c'e' lo spazio per migliorare l'efficienza'' della rete. A questo proposito, dice, ''molto dipende dagli investimenti dei comuni''. Le dispersioni in Italia, spiega l'Istat, sono dovute sia per garantire afflusso alle condutture di acqua concesse alle imprese industriali, sia a prelievi non autorizzati, ma anche a perdite e mancata regolazione.(ANSA). Y99-PR

il circo



Monaco, nel Principato il Festival del circo
15 gennaio, 13:39 La kermesse durera' fino al 24 gennaio e si tiene presso lo Chapiteau di Fontvieille di Montecarlo

Si tiene a Montecarlo la 34a edizione dell'arte circense con 150 artisti da tutto il mondo

-IMMORTALITA'-


Immortalità? Nel 2050 scenario possibile

Ciò che era fantascienza sarà realtà nel giro di pochi decenni, e l’uomo diventerà immortale (o quasi). È quanto afferma il 61enne americano Ray Kurzweil, già noto come lo scienziato delle imprese impossibili, precisando il ruolo centrale che le nanotecnologie avranno nella conquista della vita eterna.

Entro il 2050 la scienza potrebbe disporre dei mezzi necessari per riprogrammare il corpo umano e fermare, nonchè invertire i naturali processi dell’invecchiamento. I nanobot faranno il resto, sostituendo cellule del sangue, organi vitali e arti con elementi artificiali, il cui lavoro sarà di gran lunga più efficiente del nostro.

Nello scenario prospettato dal Dott. Kurzweil, l’integrazione uomo-macchina estenderà le nostre capacità fisiche e mentali al punto che saremo in grado, per esempio, di risolvere quesiti matematici in pochi minuti, o trattenere il respiro sott’acqua per ore.

Piccole macchine realizzate artificialmente andranno a spasso per il nostro organismo, perlustrando e riparando eventuali cellule danneggiate con lo scopo di prevenire malattie d’ogni tipo, dalla semplice influenza agli attacchi di cuore.

Tutto questo, potrebbe consentire dunque all’umanità di vincere una delle sfide più antiche della storia: la conquista dell’eterna giovinezza, anche se il prezzo da pagare coincide col timore epocale del divenire sorte di cyborg con arti e organi artificiali.

venerdì 15 gennaio 2010

il sacro ed il profano


LIBIA, AMNISTIA PER I DETENUTI CHE IMPARANO A MEMORIA IL CORANO



Tripoli - (Adnkronos/Aki) - Presentata la proposta al Consiglio supremo degli organi giudiziari, ora si attende la ratitifica della Commissione creata dal ministro libico della Giustizia, Mustapha Abdul Jalil

Tripoli, 13 gen. - (Adnkronos/Aki) - Imparare a memoria i versi del Corano potrebbe diventare presto, per i detenuti libici, un modo per riconquistare la liberta'. E' quanto scrive oggi il sito del quotidiano arabo 'al-Manara', secondo il quale una proposta in tal senso e' stata presentata al Consiglio supremo degli organi giudiziari.

Nella sua prima riunione del 2010, il Consiglio, oltre a ratificare alcune condanne a morte decise dalla Corte Suprema, ha esaminato una proposta di amnistia per quei detenuti che dimostrano di aver imparato a memoria l'intero testo del Corano.

L'apprendimento del testo sacro come metodo alternativo per espiare le proprie colpe e' per ora solo una proposta, che attende la ratitifica di un'apposita commissione creata dal ministro libico della Giustizia, Mustapha Abdul Jalil. Se ci sara' l'approvazione definitiva, la commissione dovra' anche definire i criteri e le modalita' di applicazione della misura.

giovedì 14 gennaio 2010

SAIDIA - MAROCCO


Saïdia è già stata soprannominata "la perla blu del Mediterraneo". E' una località balneare che si trova all’estremità nord delMarocco, di fronte alla Spagna, a circa 4 ore di volo dall'Italia. L'inaugurazione è avvenuta la scorsa settimana con due resort (uno in fase di completamento) e una splendidaMarina che ospita 1400 imbarcazioni. Tante le attività previste per gli amanti del mare, dello sport e dell’ecoturismo. L'acqua ètrasparente e calda, ideale anche per chi viaggia con i bambini, le attività sull'acqua sono infinite, dalle gite in barca o catamarano al jet ski, e le escursioni nei dintorni svelano un Marocco inedito.

mercoledì 13 gennaio 2010

DOLORE E PREOCCUPAZIONE


la vita ci ha abituati alla sofferenza, ma ogni volta è sempre come la prima volta.................
senza parole,.............una preghiera per quei fratelli lontani ma mai così vicini.

Devastante terremoto ad Haiti, colpite tre milioni di persone. Si scava alla ricerca dei dispersi.



Con 'lato b' prosperoso meno rischi per cuore e diabete


Grasso attorno a cosce e anche meno dannoso

(Adnkronos Salute) - Può essere un cruccio per molte donne, ma sfoggiare un fondoschiena del calibro di quello delle celebrity Beyonce o J-Lo fa bene alla salute. Secondo uno studio britannico, infatti, le donne con un 'lato B' ben tornito sono meno a rischio di cardiopatie e diabete. Il grasso depositato intorno a cosce e a fondoschiena, infatti, riduce l'effetto di proteine pericolose che causano infiammazione e trombi, scrivono gli scienziati sull''International Journal of Obesity'. Insomma, sulla base di questi dati le due dive statunitensi note per le loro rotondità rappresentano un modello femminile più sano rispetto alle top model ultraskinny alla Kate Moss. I ricercatori dell'Università di Oxford hanno scoperto che il grasso che si accumula nella parte inferiore del corpo impiega più tempo a formarsi ed è più complicato da mandare via rispetto a quello che si colloca intorno alla pancia. Se questa può suonare come una cattiva notizia per molte donne, c'è da considerare anche un altro aspetto. Il metabolismo delle cellule adipose dello stomaco rilascia una gran quantità di proteine legate a cardiopatia e diabete. Al contrario, dal grasso gluteofemorale vengono rilasciate meno citochine dannose. Il fatto che la rotondità di cosce e 'derrier' sia anche più lenta da bruciare, spiegano gli studiosi, si associa a una maggior presenza di un ormone che protegge le arterie e promuove un miglior controllo dello zucchero nel sangue. "Il grasso che si colloca intorno ad anche e cosce è diverso da quello che accumuliamo sul girovita - spiega Konstantinos Manolopoulos - C'è grasso buono e grasso cattivo, proprio come il colesterolo buono e quello cattivo. Le cellule nel tessuto adiposo della parte inferiore del corpo - sottolinea l'esperto sul 'Daily Mail' - lavorano in modo diverso da quelle nella parte superiore. Dunque si potrebbe dire che celebrità come Jennifer Lopez hanno un ruolo migliore per la salute femminile rispetto alle magrissime top model".

martedì 12 gennaio 2010

LA ROSA DEI VENTI


La rosa dei venti

La rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte formata dai soli quattro punti cardinali:

Nord anche detto settentrione, mezzanotte, borea o tramontana
Sud anche detto meridione, mezzogiorno oppure ostro
Est anche detto oriente o levante
Ovest anche detto occidente o ponente
Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:

Nord-Ovest anche detto maestrale
Nord-Est anche detto grecale
Sud-Est anche detto scirocco
Sud-Ovest anche detto libeccio
Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano la rosa dei venti a 8 punte.



Tra gli otto punti sopra individuati è possibile indicarne altri otto ottenendo così una rosa dei venti a 16 punte. I nuovi otto punti sono in senso orario: Nord-Nord-Est, Est-Nord-Est, Est-Sud-Est, Sud-Sud-Est, Sud-Sud-Ovest, Ovest-Sud-Ovest, Ovest-Nord-Ovest e Nord-Nord-Ovest.

Volendo è possibile continuare le suddivisioni raddoppiando di volta in volta i punti intermedi.

Ai vari punti cardinali ed ai punti intermedi a questi sono associati anche altri nomi che identificano i venti provenienti da quelle direzioni. Infatti sono anche nomi di venti: tramontana, bora (vento gelido che soffia da est-nord-est), ostro (vento caldo che soffia da sud), levante e ponente. È questa doppia corrispondenza tra punti cardinali e nomi di venti che genera il nome rosa dei venti.

Lo rosa dei venti è presente come immagine di sfondo in ogni bussola.

La tramontana è un vento freddo proveniente da nord, frequente in Liguria, soprattutto in inverno, dove spira con particolare violenza, in particolare allo sbocco delle valli, causando repentini e considerevoli cali di temperatura. Può verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni quando è associata ad un sistema perturbato. Quest'ultimo caso è, appunto, quello detto di "tramontana scura" che, nella Riviera ligure, spinge giù dall'arco appenninico e alpino le perturbazioni provenienti da settentrione. Per questa ragione un proverbio ligure sentenzia: "tramuntan-na scüa, ægua següa" ("tramontana scura, pioggia sicura").

La Bora/Grecale è un vento catabatico nord/nord-orientale, che soffia nel Mar Adriatico, in Grecia e in Turchia.Il nome deriva dal fatto che è un vento settentrionale, "boreale", a cui si rifà anche la figura mitologica greca chiamata Borea.La Bora è famosa soprattutto a Trieste, dove soffia specialmente in inverno ed è definita "Bora chiara" in presenza di bel tempo o "Bora scura" in condizioni di tempo perturbato. E' detta "porta della bora" quell'interruzione della catena alpina (nelle alpi Giulie) tra il monte Re (in sloveno Nanos) e il monte Nevoso (in sloveno Sneznik). E' qui che si incanala l'aria che letteralmente casca sull'Adriatico, investendo principalmente Trieste e attenuandosi a Nord e a Sud, a Monfalcone e nella parte settentrionale dell'Istria. La bora prosegue il suo cammino lungo la direzione acquisita, giungendo a volte fino a Venezia, a Chioggia in particolare, causando un vivace moto ondoso. Questo tipo di vento può raggiungere velocità di 150 kilometri all'ora. Nonostante i triestini sano abituati a questa intensità, funi e catene (un tempo, invero più frequentemente) vengono spesso stese lungo i marciapiedi del centro di Trieste, per facilitare il traffico dei pedoni nei giorni di vento più intenso. A causa della frequenza dei giorni ventosi, gli edifici devono essere costruiti con opportuni criteri per sopportarne la forza. L'occasionale caduta di una tegola sui passanti è fortunatamente una rara eccezione.

Il Levante è un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari e soffia verso Est per raggiungere la sua massima intensità attraverso lo Stretto di Gibilterra. La sua influenza è sentita fino in Italia sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell'Adriatico. È un vento fresco e umido, portatore di nebbia e precipitazioni, riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove può dare provocare mare agitato e trombe marine. Il vento può manifestarsi in qualunque periodo dell'anno, ma ricorre comunemente fra luglio e ottobre. D'inverno, il Levante è spesso accompagnato da piogge forti. Il nome del vento deriva da levante inteso come Est, il punto cardinale da cui ha origine.

Lo scirocco è un vento caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e da altre regioni del nord Africa.
Nasce da masse d'aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mediterraneo. L'aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso orario spinge questa massa d'aria sulle coste delle regioni del sud Europa.
Lo scirocco secca l'aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo ed umid sull'Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute per via del caldo e della polvere portata dalle coste dell'Africa e della discesa della temperatura in Europa. La polvere può causare danni ai dispositivi meccanici e penetrare negli edifici.
Questi venti soffiano più di frequente, con velocità fino a 100 Km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un massimo nei mesi di marzo e novembre.
Lo stesso vento assume il nome di jugo is Croazia e ghibli in Libia. Lo scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità ed assume il nome di marin.

Ostro o mezzogiorno (dal latino Auster, vento australe) è il nome tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mar Mediterraneo; è anche detto vento di Mezzogiorno. L'ostro è un vento caldo e umido portatore di piogge. I suoi effetti sul clima italiano sono piuttosto deboli e poco sensibili. L'Ostro è a volte identificato col Libeccio o lo Scirocco ai quali è simile.

Libeccio (spira da Sud Ovest), anche detto Africo o Garbino.
Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che derivi dal fatto che nell'isola di Creta, presa come punto di riferimento per la denominazione dei venti, il Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente africano).
L'altra, accreditata presso i linguisti, è che derivi dall'arabo lebeg.
Il nome Garbino è utilizzato nell'area orientale dell'Emilia Romagna e nel nord delle Marche. In Friuli, nella Venezia Giulia e in Dalmazia è chiamato Garbin

Il Ponente, anche detto Zefiro o Espero è un vento del Mar Mediterraneo che spira da Ovest. È il vento caratteristico delle perturbazioni atlantiche che attraversano il mediterraneo da ovest verso est. I suoi effetti sono sentiti soprattutto sul Mar Tirreno e sul Mare Adriatico centro-meridionale. Il Ponente è un vento fresco tipico dei pomeriggi estivi; così come il Libeccio può essere portatore di maltempo.

Il maestrale è un vento forte e freddo proveniente da Nord-Ovest, tipico della stagione invernale, che soffia con particolare frequenza soprattutto in Sardegna e nella Valle del Rodano, in Francia.


domenica 10 gennaio 2010

chi va piano, va sano, e va lontano.


Scienza, il cervello più evoluto è anche il più lento


Sorprendente scoperta di alcuni neuroscienziati di diversi Paesi, fra cui l'Italia.
E' un vero e proprio elogio della lentezza il risultato a cui sono arrivati neuroscienziati di diversi Paesi, fra cui l'Italia, studiando la comunicazione tra i due emisferi del cervello, in specie animali diverse (macaco, scimpanzè e Uomo) e fra aree diverse del cervello dello stesso primate con compiti via via più complessi. Lo studio appena pubblicato sulla rivista americana 'Proceedings of the National Accademy of Science' (Pnas), apre la strada a teorie in senso opposto a uno dei dogmi della tecnologia dell'informazione, quello secondo cui l'evoluzione degli strumenti va di pari passo con la velocità di processo delle informazioni. (fonte adnkronos)

sabato 9 gennaio 2010

l'aereo ad idrogeno si, le auto no........


Arriva Rapid 200-Fc, è l'aereo a idrogeno italo-europeo

Pronto al primo volo di prova l'aereo italo-europeo a idrogeno Rapid 200-Fc. Un velivolo dotato di un innovativo sistema elettrico energetico a emissioni zero. Si tratta del velivolo ufficiale della Commissione Europea per l'Innovazione Tecnologica Aeronautica e Spaziale ed e' il primo Aereo italiano ed europeo propulso ad idrogeno.

www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Arriva-Rapid-200-Fc-e-laereo-a-idrogeno-italo-europeo_4175935873.html

venerdì 8 gennaio 2010

il vaccino che tanto hanno pubblicizzato ha fatto "boom"

Scandalo vaccini contro l'H1N1. Pubblicato il contratto tra Novartis e Ministero della Salute

Almeno di una cosa possiamo essere certi: la suina era una bufala. E chi poteva abboccare a una bufala che il web aveva smascherato molti mesi fa se non gli illuminati governanti italiani, che del web sono terrorizzati? Ma vediamo quali sono stati i numeri in ballo e le perplessità di un accordo che ha sollevato le critiche anche della Corte dei Conti.

Il Governo italiano, attraverso il Ministero della Sanità ha acquistato 24 milioni di fiale di vaccino contro l'H1N1. Aveva messo in campo addirittura Topo Gigio (non Veltroni, ma il Topo Gigio vero quello dello Zecchino D'Oro) per spaventare un po' la popolazione e spingerla a vaccinarsi.

Costo di queste fiale? 184 milioni di euro! "Solo" 7 euro l'una.

Fiale vendute= 840mila!

Ma sì, in fondo abbiamo solo "abbondato" con l'acquisto di fiale per un totale di 23.200.000 vaccini. Su 24 milioni, abbiamo sbagliato di poco.

In questi giorni viene pubblicato da altraeconomia.it il contratto privatamente sottoscritto tra l'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli e dal direttore generale del ministero della Salute, Fabrizio Oleari. (Clicca qui per leggere il contratto in pdf). http://www.altreconomia.it/allegati/contenuti/phpXkxW0S2095.pdf

Ecco i punti più caldi del contratto secondo la segnalazione della Corte dei Conti:

- La decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali.

Insomma abbiamo firmato un contratto in bianco, senza assicurazioni.

- L’art. 3.1 (ribadito dall’art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità.

Ci consegni il vaccino due anni dopo l'epidemia? Tranquillo, ti paghiamo lo stesso!

- L’art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli stessi.

Il vaccino è prodotto male? Se Novartis nega, ha ragione!

- L’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi.

Il tuo vaccino non ancora sperimentato né approvato uccide invece di guarire ma non ha difetti di fabbricazione che solo tu puoi ammettere? Tranquillo paghiamo noi!

- L’art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo.

Il tuo prodotto è inutile o pericoloso? Tranquillo, 24 milioni + Iva te li paghiamo noi!

- L’art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola – in considerazione dell’evidenza pubblica della procedura – impossibile da rispettare.

Tranquilla Novartis, su questo accordo ci sarà segreto di stato! Ecco com'è finita.

FONTE:http://www.sconfini.eu/Approfondimenti/scandalo-vaccini-contro-lh1n1-pubblicato-il-contratto-tra-novarti-e-ministero-della-salute.html